{"url":"https://www.internazionale.it/magazine/marzio-g-mian/2026/04/16/i-custodi-dell-artico","title":"Inuit custodi dell’Artico contro clima e geopolitica","domain":"internazionale.it","imageUrl":"https://images.pexels.com/photos/32369748/pexels-photo-32369748.jpeg?auto=compress&cs=tinysrgb&h=650&w=940","pexelsSearchTerm":"Inuit Arctic polynya","category":"World","language":"it","slug":"fe9dff5b","id":"fe9dff5b-99f1-46c1-92a3-bc860d412dc9","description":"Inuit difendono polynya: Gli Inuit tra Canada e Groenlandia proteggono la Pikialasorsuaq, area marina vitale, contro cambiamenti climatici e tensioni geopo","summary":"## TL;DR\n- **Inuit difendono polynya:** Gli Inuit tra Canada e Groenlandia proteggono la Pikialasorsuaq, area marina vitale, contro cambiamenti climatici e tensioni geopolitiche.[[1]](https://www.internazionale.it/magazine/marzio-g-mian/2026/04/16/i-custodi-dell-artico)\n- **Deportazione 1953:** Il governo canadese spostò 90 Inuit a Grise Fiord con inganni, causando morti per fame e freddo fino -60°C, con scuse nel 2010.[[1]](https://www.internazionale.it/magazine/marzio-g-mian/2026/04/16/i-custodi-dell-artico)\n- **Modello di resistenza:** La loro lotta per autogoverno e conservazione offre un esempio contro minacce coloniali e ambientali all'Artico.[[1]](https://www.internazionale.it/magazine/marzio-g-mian/2026/04/16/i-custodi-dell-artico)\n\n## The story at a glance\nL'articolo di Marzio G. Mian e Nicola Scevola racconta la resistenza degli Inuit nelle comunità di Grise Fiord (Canada) e Qaanaaq (Groenlandia) per tutelare la Pikialasorsuaq, una polynya marina grande quanto l'Austria. Coinvolge sopravvissuti come Larry Audlaluk, cacciatori come Aleqatsiaq Peary e Terry Noah, e leader come Eva Aariak dell'Inuit Circumpolar Council. Viene riportato ora per l'accrescersi delle tensioni geopolitiche in Artico, con piani militari canadesi e minacce climatiche. Il contesto è la storica deportazione del 1953, usata per affermare sovranità canadese.\n\n## Key points\n- Nel 1953 il Canada deportò 90 Inuit e 6 squadre di cani da Quebec a Ellesmere Island con promesse false, causando fame, suicidi e un numero identificativo per ciascuno, come E9-1905 per Audlaluk.\n- Grise Fiord ha 130 abitanti; una statua guarda a sud verso le origini, e le scuse di Harper nel 2010 sono considerate insufficienti.\n- La Pikialasorsuaq, tra Ellesmere e Groenlandia nord-occidentale, è un'oasi produttiva per narvali, beluga e foche, promossa dal 2017 come area protetta transnazionale.\n- Cacciatori come Peary arpionano narvali da 4 metri (mezzo tonnellata, cibo per un mese); Noah studia lupi polari e aiuta scienziati.\n- Cambiamenti climatici: ghiaccio più sottile dal 2007, scongelamenti precoci, rischio per plancton e Corrente del Golfo.\n- Canada pianifica basi militari, miniere di rame e litio, possibili nuove relocation; Inuit chiedono accordi scritti.\n- Russia guerra in Ucraina e minacce Trump su Groenlandia intensificano contese su rotte come Northwest Passage.\n\n## Details and context\nLa deportazione del 1953 servì a reclamare sovranità contro Danimarca/Groenlandia durante la Guerra Fredda; famiglie furono lasciate su una striscia di ghiaia a -50°C, con cani mangiati per fame. Oggi, con Nunavut territorio autonomo dal 1999, gli Inuit temono ripetizioni per nuove basi come Alexandra Fiord (1.200 km dal polo).\n\nLa polynya deve la sua ricchezza a venti e correnti che risalgono nutrienti; chiamata \"Serengeti polare\", sostiene la caccia tradizionale, ma permafrost eroso e alghe invasive la minacciano. Prezzi alti (barattoli di cetrioli a 50 dollari) spingono a dipendere da cibo locale.\n\nRicerca di Hegelund, Mottram e Hamilton avverte: instabilità dell'ice bridge nello Stretto di Nares influisce su sistemi globali. Inuit e Inughuit condividono legami antichi, con nomi come Umingmak Nuna per Ellesmere.\n\n## Key quotes\n“Ci deportarono qui con l’inganno, io avevo tre anni.” – Larry Audlaluk, sopravvissuto.[[1]](https://www.internazionale.it/magazine/marzio-g-mian/2026/04/16/i-custodi-dell-artico)\n\n“Si tratta di difendere il nostro sostentamento, la nostra cultura, il nostro spirito contro le minacce crescenti.” – Eva Aariak, ex premier Nunavut.[[1]](https://www.internazionale.it/magazine/marzio-g-mian/2026/04/16/i-custodi-dell-artico)\n\n## Why it matters\nLe comunità Inuit incarnano la prima linea contro crisi climatiche e neocolonialismo, con impatti globali su oceani e clima. Per cacciatori e leader locali significa lotta per cibo, diritti e cultura contro basi militari e miniere; per il mondo, un monito su risorse artiche contese. Da seguire i negoziati su Pikialasorsuaq con Danimarca e piani canadesi, incerti per resistenze indigene.","hashtags":["#arctic","#inuit","#climate","#geopolitics","#indigenous","#rights"],"sources":[{"url":"https://www.internazionale.it/magazine/marzio-g-mian/2026/04/16/i-custodi-dell-artico","title":"Original article"}],"viewCount":2,"publishedAt":"2026-04-20T11:49:32.773Z","createdAt":"2026-04-20T11:49:32.773Z","articlePublishedAt":"2026-04-16T10:00:00.000Z"}