ONU cancella schiavitù araba e musulmana

Source: ilfoglio.it

TL;DR

The story at a glance

Giulio Meotti su Il Foglio attacca la risoluzione ONU A/80/L.48, approvata il 25 marzo 2026, per aver cancellato secoli di schiavitù araba, musulmana e africana, focalizzandosi solo sulla tratta transatlantica dal XV secolo. Coinvolti sono Nazioni Unite, storici censurati e paesi come Mauritania e Arabia Saudita che ancora praticano schiavitù. Viene riportato ora dopo l'adozione della risoluzione, nel contesto di dibattiti su "memoria decoloniale" e riparazioni.

Key points

Details and context

L'articolo parte da una citazione del romanziere algerino Kamel Daoud, che ironizza sull'Occidente come unico colpevole di razzismo e schiavitù, abolendola per primo. Meotti argomenta che questa "memoria decoloniale" falsifica la storia per ideologia, portando a casi estremi come il rifiuto di pubblicare "Alma" di Timothée de Fombelle negli USA per il colore della pelle dell'autore nero.

La risoluzione chiede riparazioni per razzismi "sottostanti" al colonialismo occidentale, ma tace su schiavitù premoderna e contemporanea in mondo musulmano e africano. Questo riecheggia dibattiti passati, come le persecuzioni di storici francesi per aver negato unicità della tratta atlantica.

Paesi come Mauritania (schiavitù ereditaria fino al 1981, non criminalizzata) e Arabia Saudita (domestiche asiatiche e africane in condizioni servili) votano pro-risoluzione, evidenziando ipocrisia.

Key quotes

Why it matters

La risoluzione ONU rischia di imporre una narrazione storica unilaterale che colpevolizza solo l'Occidente, ignorando schiavitù globali e contemporanee. Per lettori e storici significa più censure e dibattiti polarizzati su identità e riparazioni. Da seguire reazioni accademiche e se la risoluzione influenzerà politiche ONU o legislazioni nazionali, con cautela su evoluzioni future.