ONU cancella schiavitù araba e musulmana
Source: ilfoglio.it
TL;DR
- L'articolo critica una risoluzione ONU che ignora la schiavitù arabo-islamica e africana prima del XV secolo.
- La risoluzione A/80/L.48 adotta il 25 marzo 2026 attribuisce la schiavitù solo all'Occidente e al colonialismo.
- Questo porta a una visione storica distorta che cancella responsabilità non occidentali e giustifica censure.
The story at a glance
Giulio Meotti su Il Foglio attacca la risoluzione ONU A/80/L.48, approvata il 25 marzo 2026, per aver cancellato secoli di schiavitù araba, musulmana e africana, focalizzandosi solo sulla tratta transatlantica dal XV secolo. Coinvolti sono Nazioni Unite, storici censurati e paesi come Mauritania e Arabia Saudita che ancora praticano schiavitù. Viene riportato ora dopo l'adozione della risoluzione, nel contesto di dibattiti su "memoria decoloniale" e riparazioni.
Key points
- La risoluzione ONU definisce la schiavitù come "eccezionale e oscura" a partire dal XV secolo con l'Occidente, ignorando imperi africani come Ghana, Mali e Songhai e la tratta arabo-islamica.
- Stime storiche: 11 milioni deportati nella transatlantica (1450-1869), 17 milioni nella orientale (650-1920), 14 milioni in quella interna africana.
- Metà delle vittime transatlantiche vendute da commercianti africani e arabi non cristiani né bianchi.
- Casi di censura: storici come David Starkey, Olivier Pétré-Grenouilleau e Nigel Biggar puniti per aver contestato che la schiavitù sia "genocidio" o per offrire bilanci storici.
- Schiavitù odierna in paesi pro-risoluzione: Mauritania (Haratin), Arabia Saudita (mercati di domestiche), Sudan; profitto africano stimato in 1,6 miliardi di dollari annui da Free the Slaves.
- Critica al "1619 Project" del New York Times e a narrazioni come quella su Elmina, che omettono ruoli africani e arabi.
Details and context
L'articolo parte da una citazione del romanziere algerino Kamel Daoud, che ironizza sull'Occidente come unico colpevole di razzismo e schiavitù, abolendola per primo. Meotti argomenta che questa "memoria decoloniale" falsifica la storia per ideologia, portando a casi estremi come il rifiuto di pubblicare "Alma" di Timothée de Fombelle negli USA per il colore della pelle dell'autore nero.
La risoluzione chiede riparazioni per razzismi "sottostanti" al colonialismo occidentale, ma tace su schiavitù premoderna e contemporanea in mondo musulmano e africano. Questo riecheggia dibattiti passati, come le persecuzioni di storici francesi per aver negato unicità della tratta atlantica.
Paesi come Mauritania (schiavitù ereditaria fino al 1981, non criminalizzata) e Arabia Saudita (domestiche asiatiche e africane in condizioni servili) votano pro-risoluzione, evidenziando ipocrisia.
Key quotes
- "Arabi e africani che schiavizzano? Impossibile dice l’Onu." (Giulio Meotti, parafrasando la risoluzione).
- "L’occidente […] è l’unico colpevole di razzismo e di schiavitù nel mondo. E che l’ha abolita per primo." (Kamel Daoud, citato da Meotti).
Why it matters
La risoluzione ONU rischia di imporre una narrazione storica unilaterale che colpevolizza solo l'Occidente, ignorando schiavitù globali e contemporanee. Per lettori e storici significa più censure e dibattiti polarizzati su identità e riparazioni. Da seguire reazioni accademiche e se la risoluzione influenzerà politiche ONU o legislazioni nazionali, con cautela su evoluzioni future.