Inuit custodi dell’Artico contro clima e geopolitica

Source: internazionale.it

TL;DR

The story at a glance

L'articolo di Marzio G. Mian e Nicola Scevola racconta la resistenza degli Inuit nelle comunità di Grise Fiord (Canada) e Qaanaaq (Groenlandia) per tutelare la Pikialasorsuaq, una polynya marina grande quanto l'Austria. Coinvolge sopravvissuti come Larry Audlaluk, cacciatori come Aleqatsiaq Peary e Terry Noah, e leader come Eva Aariak dell'Inuit Circumpolar Council. Viene riportato ora per l'accrescersi delle tensioni geopolitiche in Artico, con piani militari canadesi e minacce climatiche. Il contesto è la storica deportazione del 1953, usata per affermare sovranità canadese.

Key points

Details and context

La deportazione del 1953 servì a reclamare sovranità contro Danimarca/Groenlandia durante la Guerra Fredda; famiglie furono lasciate su una striscia di ghiaia a -50°C, con cani mangiati per fame. Oggi, con Nunavut territorio autonomo dal 1999, gli Inuit temono ripetizioni per nuove basi come Alexandra Fiord (1.200 km dal polo).

La polynya deve la sua ricchezza a venti e correnti che risalgono nutrienti; chiamata "Serengeti polare", sostiene la caccia tradizionale, ma permafrost eroso e alghe invasive la minacciano. Prezzi alti (barattoli di cetrioli a 50 dollari) spingono a dipendere da cibo locale.

Ricerca di Hegelund, Mottram e Hamilton avverte: instabilità dell'ice bridge nello Stretto di Nares influisce su sistemi globali. Inuit e Inughuit condividono legami antichi, con nomi come Umingmak Nuna per Ellesmere.

Key quotes

“Ci deportarono qui con l’inganno, io avevo tre anni.” – Larry Audlaluk, sopravvissuto.[[1]](https://www.internazionale.it/magazine/marzio-g-mian/2026/04/16/i-custodi-dell-artico)

“Si tratta di difendere il nostro sostentamento, la nostra cultura, il nostro spirito contro le minacce crescenti.” – Eva Aariak, ex premier Nunavut.[[1]](https://www.internazionale.it/magazine/marzio-g-mian/2026/04/16/i-custodi-dell-artico)

Why it matters

Le comunità Inuit incarnano la prima linea contro crisi climatiche e neocolonialismo, con impatti globali su oceani e clima. Per cacciatori e leader locali significa lotta per cibo, diritti e cultura contro basi militari e miniere; per il mondo, un monito su risorse artiche contese. Da seguire i negoziati su Pikialasorsuaq con Danimarca e piani canadesi, incerti per resistenze indigene.